Versione Tascabile

Febbraio 28, 2008

Il fascino della divisa – seconda puntata

Archiviato in: sesso, uomini — tascabile11 @ 2:40 pm

Dunque, arriva all’appuntamento. Ha l’Alfa. E ho detto tutto. Ma mica perché l’Alfa in sé abbia qualcosa che non va eh. No, no, è proprio che a me quelli con l’Alfa provocano insoliti conati di vomito. Poi, sarà che in caserma porteranno i tacchi, non so, ma questo a occhio è alto come me. E io sono tutto meno che alta. Andiamo a bere qualcosa e facciamo due chiacchiere. Non beve alcolici, ascolta “di tutto” (cazzo, almeno che musica ascoltare, dico, almeno una misera scelta nella vita, falla), guarda “di tutto” (compresi i film di Boldi e De Sica), non legge, frequenta locali in linea col profumo che porta (Dolce&Gabbana) ed è di destra. L’ultima me l’aspettavo, però c’è destra e destra: lui è un pelo più a destra di Forza Nuova. No, non fa assolutamente per me. Nonostante i miei segnali di “guarda che non te la do”, mi ha ingrugnata in un angolo dell’Alfa e in mezzo secondo avevo lingua e mani ovunque. Io ero un tronco di legno, ma nonostante l’assenza di partecipazione da parte mia, gli ho dovuto spiegare per ben tre volte che non ce n’era, non so se ha capito ma almeno si è disincrostato da me. Gli uomini con l’Alfa non si smentiscono mai.

Febbraio 27, 2008

Il fascino della divisa

Archiviato in: uomini — tascabile11 @ 7:21 pm

A me gli sbirri non sono mai piaciuti, ma mai, non ho mai subito il famosissimo fascino della divisa. Oggi mi hanno rubato il portafogli, sono andata dai carabinieri per la denuncia e trovo uno sbirretto carino, giovane, simpatico, romano. Fa lo scemo, le solite battute (non da carabiniere, da uomo). Tatiana ride, lo prende un po’ per il culo, semina feromoni nell’aria e se ne va. E? Dopo trenta minuti chiama in caserma, chiede di lui e gli dice “ma per la cena, devo fare i picchetti fuori dalla caserma o ti lascio il mio numero?”. Sempre la solita: vergogna zero e faccia di merda a quintali. Fra un’ora ci esco. Tatiana, per la prima volta nella vita esce con un uomo in divisa.  Come cambiano le cose. Massì, potrei pure divertirmi. Con tutte quelle che farà, domani potrei proporvi cinquanta nuove barzellette sulla categoria.

PS: comunque, premio simpatia allo stronzo che mi ha rubato il portafogli, facendomi perdere tempo e soldi per rifare i documenti e lasciandomi a tempo indeterminato senza bancomat. Senza contare il quadrifogli, impagabile, l’unico che ho trovato in tutta la vita. E poi, se non fosse stato per lui, io ora non starei per uscire con l’uomo della legge. Uff.

Febbraio 24, 2008

Incoerenza

Archiviato in: uomini — tascabile11 @ 7:26 pm

Sono incoerente. Ma parecchio incoerente. Ho deciso di lasciare mio marito, dopo varie crisi quattro mesi fa me ne sono andata di casa e ora scopro che è interessato ad un’altra e rosico. Credo sia la solita storia del cappotto: “il cappotto, anche se non lo usi più, resta sempre il tuo cappotto”. Già, e guai a chi te lo tocca. Però non lo metto più. Rimanendo in tema abbigliamento, avete presente quelle cose nell’armadio che non hanno niente che non va ma o sono troppo larghe, o troppo strette, o non si sa con cosa abbinarle ma non sono rovinate e dispiace buttarle via? Restano lì in un angolo, per anni, poi quando si tratta di disfarsene, dispiace sempre un po’. Però, oh, se ’sto cappotto sta meglio ad un’altra, forse meglio che se lo tenga perché a me non dona per niente.

Febbraio 23, 2008

Soddisfazioni

Archiviato in: sesso, uomini — tascabile11 @ 12:56 am

Lo sentivo nell’aria che stavi tornando, un po’ come si sente l’arrivo della pioggia. L’aria cambia odore, il cielo muta di colore. Allo stesso modo, ti sentivo, ti aspettavo. E sei arrivato. Arrogante, deciso e sicuro. Sicuro che non aspettassi che te, sicuro che non ti avrei respinto, sicuro che sarebbe bastata una frase banale, una scusa qualsiasi, un invito buttato lì. Nella tua testa, lo so, ora starai rimuginando sul perché io ti abbia rifiutato. Ti starai arrovellando per cercare di capire quale sia la mia tattica, perché è un gioco, giusto? Un gioco a cui io devo partecipare quando a te va, un gioco in cui tu fai le regole e in cui vinci sempre tu. Tranne nelle ultime partite, eh? Cos’è, la sorte non ti è amica? No, Alfaman, non vinci perché questo non è un gioco, ti rifiuto perché non me ne frega una beata mazza di te e perché ho fatto di te l’uso che dovevo farne, dato che non sei altro che un vibratore con della carne intorno. Quindi stai sereno, è tutto molto più semplice di quanto credi.

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