Perché certe cose non le puoi scegliere. Perché in fondo, per ora, lui è l’unico con cui riesco ad esprimere la mia tenerezza. Con gli altri, sono tutto meno che me stessa. E allora va così, nonostante i suoi ventidue anni e i seicento chilometri. Finché ce n’è.
Luglio 28, 2008
Marzo 13, 2008
Desideri
Ho voglia di innamorarmi. Anzi, non di innamorarmi, che per quello ci metto un attimo (così come ci metto un attimo a disamorarmi). Vorrei vivere una bella storia d’amore, un bel rapporto fatto di complicità, intesa mentale e fisica, sesso, progettini, risate e tenerezza. Una relazione con qualcuno che vada bene, davvero bene, per età, interessi, obiettivi, distanza, tutto. Una rapporto in cui io mi ci possa buttare, a cuor leggero, senza paura, senza avere quel sentore che “c’è qualcosa che non va”. Perché di relazioni dove c’era qualcosa che non andava ne ho già vissute abbastanza e perché il sesso fine a se stesso mi ha stancata, mi fa male, mi svuota. A ’sto punto potrei scrivere “vorrei invece qualcuno che mi riempia” ma chissà cosa andreste a pensare.
Febbraio 28, 2008
Il fascino della divisa – seconda puntata
Dunque, arriva all’appuntamento. Ha l’Alfa. E ho detto tutto. Ma mica perché l’Alfa in sé abbia qualcosa che non va eh. No, no, è proprio che a me quelli con l’Alfa provocano insoliti conati di vomito. Poi, sarà che in caserma porteranno i tacchi, non so, ma questo a occhio è alto come me. E io sono tutto meno che alta. Andiamo a bere qualcosa e facciamo due chiacchiere. Non beve alcolici, ascolta “di tutto” (cazzo, almeno che musica ascoltare, dico, almeno una misera scelta nella vita, falla), guarda “di tutto” (compresi i film di Boldi e De Sica), non legge, frequenta locali in linea col profumo che porta (Dolce&Gabbana) ed è di destra. L’ultima me l’aspettavo, però c’è destra e destra: lui è un pelo più a destra di Forza Nuova. No, non fa assolutamente per me. Nonostante i miei segnali di “guarda che non te la do”, mi ha ingrugnata in un angolo dell’Alfa e in mezzo secondo avevo lingua e mani ovunque. Io ero un tronco di legno, ma nonostante l’assenza di partecipazione da parte mia, gli ho dovuto spiegare per ben tre volte che non ce n’era, non so se ha capito ma almeno si è disincrostato da me. Gli uomini con l’Alfa non si smentiscono mai.
Febbraio 23, 2008
Soddisfazioni
Lo sentivo nell’aria che stavi tornando, un po’ come si sente l’arrivo della pioggia. L’aria cambia odore, il cielo muta di colore. Allo stesso modo, ti sentivo, ti aspettavo. E sei arrivato. Arrogante, deciso e sicuro. Sicuro che non aspettassi che te, sicuro che non ti avrei respinto, sicuro che sarebbe bastata una frase banale, una scusa qualsiasi, un invito buttato lì. Nella tua testa, lo so, ora starai rimuginando sul perché io ti abbia rifiutato. Ti starai arrovellando per cercare di capire quale sia la mia tattica, perché è un gioco, giusto? Un gioco a cui io devo partecipare quando a te va, un gioco in cui tu fai le regole e in cui vinci sempre tu. Tranne nelle ultime partite, eh? Cos’è, la sorte non ti è amica? No, Alfaman, non vinci perché questo non è un gioco, ti rifiuto perché non me ne frega una beata mazza di te e perché ho fatto di te l’uso che dovevo farne, dato che non sei altro che un vibratore con della carne intorno. Quindi stai sereno, è tutto molto più semplice di quanto credi.